venerdì 27 gennaio 2012

Chi sa accettare l'imperfezione...

... e sa vivere senza sovrapporre un ideale statico alla persona mobile e incompleta che ha accanto, avrà lunga vita condivisa.
Barbara Stefanelli, giornalista e vicedirettore del Corriere della Sera, su Io Donna del 21/01/2012, citando 'Me' Marriage, l'articolo più letto nel 2011 sul New York Times

domenica 22 gennaio 2012

domenica 15 gennaio 2012

Oggi mi sento Vasco.

(...) Ho l’impressione che
La cosa più semplice
Sarebbe quella di non essere mai nato
In fondo la vita
È solo una scusa
È lei da sola che ogni giorno si rinnova
Ti prego perdonami ti prego perdonami
Ti prego perdonami se non ho più la fede in te
Ti faccio presente che
Ho quasi finito
Ho quasi finito anche la pazienza che ho con me
Sarà difficile
Non fare degli errori
Senza l’aiuto di
Di potenze superiori
Ho fatto un patto sai
Con le mie emozioni
Le lascio vivere
E loro non mi fanno fuori

Vasco Rossi, Manifesto futurista della nuova umanità

venerdì 13 gennaio 2012

domenica 8 gennaio 2012

Perfezione.

[D.] Circolano storie su quanto fossi pignolo riguardo all'Apple II, su quanto insistessi che ogni saldatura della scheda madre fosse dritta e l'interno della macchina piacevole e ordinato.
[R.] E' tutto vero.
Domanda di George Gendron e Bo Burlingham e risposta di Steve Jobs in un'intervista del 1989 per "Inc.". Torna in mente questo mio post del marzo 2009.

mercoledì 4 gennaio 2012

Tre.

Segnalo tre post imperdibili pubblicati oggi su Piovono Rane, il blog di Alessandro Gilioli. Questo, questo e questo.

mercoledì 21 dicembre 2011

Leghisti da palo.

(...) Governi d’emergenza come il nostro, chiamati a suturare con il filo grosso da cotechino le ferite aperte dai Tremonti, dai Brunetta, dai Sacconi e dai loro complici Leghisti. Quelli che gli facevano da palo mentre ci rapinavano e adesso dicono: “Commissà, io non c’ero e se c’ero dormivo”.
Grande - come spesso - Vittorio Zucconi

martedì 20 dicembre 2011

giovedì 15 dicembre 2011

Equilibrio.

Un esercizio difficile. Molto difficile. Quasi impossibile.

lunedì 5 dicembre 2011

L'inganno della crescita.

(...) Oggi possiamo ricostruire un mondo estremamente qualitativo sul piano del livello di vita sbarazzandoci del superfluo passando a un lusso leggero, un lusso della cultura, della conoscenza, della musica, della convivialità tra persone. Il modello di comprarsi il Suv o lo yacht è un modello socialmente conflittuale, costosissimo, che costringe le persone a lavorare molto di più. Se ce ne sbarazziamo possiamo lavorare di meno. Uno degli obiettivi della decrescita non è lasciare a casa un sacco di persone perché tutti quei beni superflui vengono visti come un limite all’occupazione: nel momento in cui noi li togliamo le industrie non lavorano più. Abbiamo visto che comunque non ha funzionato questo modello, qualsiasi cosa, superflua che è stata prodotta, inevitabilmente con l’automazione o con lo spostamento in paesi emergenti, ha tolto poi alla fine ugualmente occupazione, allora non sarebbe meglio produrre solo le cose veramente utili alla nostra qualità della vita e lavorare poi di meno? Se abbiamo meno necessità di acquistare oggetti inutili, forse potremmo lavorare tutti, ma la metà del tempo che lavoriamo adesso, quattro ore al giorno, pomeriggio o mattino libero, a seconda delle scelte, più possibilità per stare in famiglia, più possibilità per curare la propria cultura, il proprio orticello in senso veramente fisico, poter coltivare anche il proprio cibo. (...)
Stralcio dell'intervento di Luca Mercalli sul Blog di Beppe Grillo

sabato 12 novembre 2011