domenica 22 novembre 2009

La quiete dopo un addio.

Vivevamo segregati a quel tempo
Giacevo così mi parve e cadeva la neve
Curiosità e prudenza si univano ed indagavo
Mi avventurai a studiare il gelo e i suoi composti
E le immense riserve
Verrà un altro temporale sarà di nuovo estate
E scoppieranno i suoi colori per le strade
Ci sentiremo crescere e la voglia di viaggiare
Ed incontrare nuovi amori
Che rifaranno credere.
Monti sorgenti, dalle acque appariranno le baie dell’incostanza
Le valli dell’incoerenza per superare questa noia di vivere
Prendi ciò che vuoi dai tuoi giardini sospesi nell’anima
Verrà un nuovo temporale e finirà l’estate
La quiete dei colori autunnali a riflettersi sulle strade e sugli umori
Come il dolce malessere dopo un addio
Poche le cose che restano alla fine di un’estate
La quiete dei colori autunnali si rifletterà sulle strade e sugli umori
Come il dolce malessere dopo un addio
Testo di Manlio Sgalambro dall'album Ferro Battuto di Franco Battiato

domenica 15 novembre 2009

Inneres Auge.

domenica 8 novembre 2009

Larga banda e stretto di Messina.

Certo che è strano. Non più tardi di un paio di settimane fa due membri del governo avevano detto che non mancava molto al lancio del progetto di riqualificazione della banda larga in Italia. Eravamo all'indomani della notizia secondo la quale 1 mega di banda era un diritto di tutti i cittadini finlandesi. Ed era venuto fuori che il piano "Romani" con i suoi 800 milioni per portare almeno 2 mega a tutti era pronto a partire. Lo stesso governo si è auto smentito come sappiamo in questi ultimi giorni. Il Cipe ha deciso a favore dei soldi per le grandi opere, senza considerare la banda larga più urgente dello stretto di Messina.
Intanto, Stefano Pileri ha scoperto suo malgrado che la rete italiana passava sotto la responsabilità di altri e rassegnava le dimissioni dopo una vita passata a governarla nel bene e nel male.
E così l'Italia perde altro tempo. Restando un paese troppo concentrato sulla televisione tradizionale.
Per fortuna che l'Europa ha preso decisioni favorevoli alla rete che in un certo senso produrranno qualche consapevolezza anche da noi.
Luca De Biase in un post sul suo blog

martedì 3 novembre 2009

Il buco sbagliato?

Per la cronaca: l'amico del geniale protagonista (DJ Lubel) è Scott Baio, cugino di Fonzie in Happy Days.

domenica 11 ottobre 2009

Thanks Guy.

http://www.onedrop.org

sabato 26 settembre 2009

Una mela più verde.


E' una buona notizia.
Qui, sul sito ufficiale Apple.
Ma purtroppo non basta!

domenica 30 agosto 2009

Mal messi.

Lo siamo se è vero che i network sociali hanno superato la pornografia come attività più diffusa del web (fonte: Reuters).

sabato 29 agosto 2009

Ripresa.

Superato questo periodo impegnativo si riprendono (moderatamente) le pubblicazioni.

sabato 23 maggio 2009

Il culo (e le mani).

Sono le prime cose che noto in una donna, poi, se va bene scopro anche il resto. Il culo dice la verità, non lo vedi e non lo controlli, non puoi truccarlo come fai con la faccia. Se è stretto ti parla di avarizia, anche nei sentimenti. Se è maestoso, si aprono grandi orizzonti.
Gino Paoli su L'espresso in edicola il 23 aprile 2009

martedì 12 maggio 2009

Bei tempi.

Quando l'ho rivista, dopo tanti anni, mi ha vibrato il cuore.
Chi sa... sa!

lunedì 11 maggio 2009

Imperdibili...

... questi tre post sul blog di Luca De Biase:
Società multietnica
Società multietnica / 2
Società multietnica / 3

domenica 3 maggio 2009

Il miglior Vale.

sabato 2 maggio 2009

Gentile Silvio B.,

le dirò alcune cose sincere, da uomo a uomo. Noi uomini non siamo abituati a dirle, e tanto meno ad ascoltarle. Vale per quasi tutti noi, non solo per i bugiardi più spericolati come lei. Noi (con qualche rarissima eccezione: ci sono anche uomini davvero nobili d'animo, ma non ci riguarda) sappiamo bene di che porcherie si tratti, sia che le pratichiamo, come lei ostenta di fare, sia che ci rinunciamo, perché abbiamo imparato a vergognarcene, o semplicemente perché non abbiamo il fisico. Lo sa lei, lo so io.
Mi hanno raccomandato di non perdermi i giornali a lei vicini: non li ho persi. Ho scorso gli editoriali, ho guardato le fotografie. Sa che cosa ho pensato? No, non che mi trovavo di fronte a qualche colonna infame, questo era ovvio, l'ha pensato chiunque. Ho guardato le fotografie - una giovane donna, un'attrice, che si scopre il seno - e mi sono chiesto come sia stato possibile che una giovane donna così bella dedicasse la propria vita a uno come lei. E' successo anche a me, mi interrogo anch'io: come sia possibile che giovani donne così belle e intelligenti dedichino la propria vita a uomini come noi. Naturalmente, un po' lo sappiamo come succede. Che carte abbiamo in mano, per barare.
Siamo volgari abbastanza per riconoscere la reciproca volgarità. Semplicemente, ci teniamo a bada un po' di più di quanto faccia lei. Dicono tutti che gli italiani la invidiino. Sinceramente, nemmeno a questo credo. La guardo, dalla testa ai piedi, e non ci credo. Gli italiani hanno, come tanti maschi del mondo, un problema con la caduta dei capelli. Ma sanno bene che la sua non è la soluzione. Lei stesso lo sa, e non deve farsi troppe illusioni. Il cosiddetto populismo è traditore. Uno crede di aver sostituito ai cittadini un popolo, al popolo un pubblico, al pubblico una plebe: ed ecco, proprio mentre passa sotto l'arco di trionfo del suo impero di cartapesta e lancia gettoni d'oro, parte un solo fischio, e la plebe d'un tratto si rivolta e lo precipita nel fango.
L'Italia è il paese di Maramaldo, e io non voglio maramaldeggiare su lei: benché sia ora di rovesciare le parti di quel vecchio scurrile episodio, e avvertire, dal suolo su cui si giace, al prepotente che gl'incombe sopra che è un uomo morto. Noi c'intendiamo: abbiamo gli stessi trucchi, dimissionari o no, pentiti o no. Siamo capaci di molto. Di esibire le nostre liste alle europee, e vantarcene: "Dove sono le famigerate veline?" dopo aver fatto fare le ore piccole ai nostri esasperati luogotenenti a depennare capigliature bionde. Di dire: "La signora" (non so se lei ci metterebbe la maiuscola: fino a questa introspezione non arrivo), sapendo che la signora di noi sa tutto, e anche delle liste elettorali prima della purga. Magari la signora la lascerà, finalmente, e lei le scioglierà addosso la muta dei suoi cani. Diventerà la loro preda prediletta. Ma nel Parlamento Europeo (le maiuscole ce le metto io: un tocco di solennità non fa male) ci si ricorderà di Veronica. Capaci perfino di chiamare "maleodoranti e malvestite" le deputate dell'altro schieramento: ci ho pensato, e le dirò che almeno a questo non credo che avrei saputo spingermi. In fondo lei è fortunato: le circostanze le permetteranno fino alla fine di restare soprattutto un poveruomo desideroso di essere vezzeggiato e invidiato e lusingato da ammiccamenti e colpi di gomito dei suoi sudditi, a Palazzo Chigi o sul prossimo colle, mentre padri di famiglia minacciano di darsi fuoco perché la loro bellissima bambina non è stata candidata, e vanno via contenti con la sua camicia di ricambio. In altre circostanze avrebbero potuto succederle cose terribili.
Nel giro d'anni in cui lei e io nascevamo morirono chiusi in due distanti manicomii, perfettamente sani di mente, la signora Ida Dalser e suo figlio Benitino, che facevano ombra al capo del governo. Allora lo Stato era più efficiente di oggi, e misero mano a quella soluzione medici, infermieri, direttori di ospedali, questori, prefetti, commissari di polizia, segretari di fiducia. Altro che lo scherzo delle belle ragazze nelle liste elettorali. Dipende tutto dall'anagrafe.
Per ora molti italiani (e anche parecchie italiane: le è riuscito il gioco di far passare la cosa come una rivalità fra giovani e belle e attempate e risentite) ricantano ancora il vecchio ritornello: "Tra moglie e marito...". Di tutti i vizi nostri, quello è il peggiore. E' la incrollabile Protezione civile dei panni sporchi da tenere sporchi in famiglia, delle botte e delle violenze a mogli e bambini, delle malefatte di padri spirituali al segreto del confessionale, fino a esploderci nelle mani quando il delitto d'onore appena cancellato dal nostro codice si ripresenta nelle figlia ammazzata in nome di qualche sharia. Non mettere il dito: no, a condizione che non si sentano pianti troppo forti uscire dalle pareti domestiche. O, anche quando la casa è così ricca e i muri così spessi, non sia la moglie a far sapere che cosa pensa. Che né il denaro né il soffio della Storia (Dio ci perdoni) le basta a tacere il suo disgusto.
Invidiarla, gentile presidente? Mah. Ammetterò che, reietto come sono, una tentazione l'ho avuta. Non mi dispiacerebbe avere un ruolo importante nell'Italia pubblica di oggi, per le nuove opportunità che si offrono a chi sappia pensare in grande. E' da quando ero bambino che desidero fare cavallo uno dei miei senatori.
Adriano Sofri sulla Repubblica.it di ieri

mercoledì 29 aprile 2009

Sei parole.

Scrittore, si, uccide, ossessionato, dalle, virgole,
Stefano Benni, scrittore
Non voleva vivere, ma si arrese.
Luca Bianchini, scrittore
Cavalca l'onda (se non affonda).
Giancarlo De Cataldo, scrittore
Si consideri assunta. Ora può rivestirsi.

Pulsatilla, scrittrice
Esiste la donna ideale. Basta evitarla.
Vittorio Sgarbi, critico d'arte

domenica 26 aprile 2009

Donne e motori.

Ore 8.00 MotoGP.
Ore 12.00 Superbike gara 1.
Ore 14.00 Formula 1.
Ore 15.30 Superbike gara 2.
Per oggi bastano i motori!

mercoledì 22 aprile 2009

Cento... auguri, Rita!

domenica 19 aprile 2009

Verità.

Se non pensi alla fica non sei concentrato.
Russell Crowe

Un uomo non è il suo lavoro.

Golshifteh Farahani

Citazioni memorabili - e decisamente vere - di due dei protagonisti di Nessuna verità, film di Ridley Scott visto ieri sera in dvd.

sabato 18 aprile 2009

Sulla simmetria.

E' difficile definire la perfezione. La natura sembra tendere verso la simmetria, che sia quella di un volto o quella che sottende alla struttura dell'atomo.
Marcus du Sautoy

venerdì 17 aprile 2009

Pubblicità progresso.

lunedì 13 aprile 2009

Sulla semplicità.

La semplicità è la complessità risolta.
Steve Jobs citando lo scultore Constantin Brâncuşi